Acido nitrico – wikipedia gasco abu dhabi location

Acido molto diffuso in commercio per l’ampio impiego in oreficeria e in artigianato nel settore della lavorazione artistica di oro, argento e platino e per il recupero e il riciclaggio di parti elettroniche. Trova anche largo impiego nella igienizzazione di ambienti. La tipologia più diffusa per gli impieghi sopra riportati è la soluzione acquosa avente una concentrazione compresa tra il 65% e il 68%. Per le piccolissime e piccole forniture hobbystiche, artigianali o professionali viene usualmente commercializzato in piccoli contenitori da un litro (1400 grammi circa), tuttavia non è raro trovarlo in commercio in contenitori di maggior volume compresi tra i 5 e i 10 litri (più di rado sino ai 100 litri). L’uso nel settore privato è diffuso in Europa, negli Stati Uniti ed in molti paesi asiatici nell’ambito hobbystico-amatoriale delle lavorazioni artistiche.

Per l’Italia l’esportazione dell’acido nitrico in Europa e al di fuori della UE rappresenta una componente rilevante delle esportazioni di prodotti chimici. Quest’ultima voce riveste inoltre una posizione importante nella porzione del PIL italiano derivante dall’export. Le imprese italiane esportatrici di tale prodotto si distinguono per l’elevata qualità dello stesso.

L’acido nitrico è menzionato per la prima volta nel De Inventione Veritatis dello Pseudo-Geber, nel XII secolo. In questo testo viene riportato che l’alchimista Jabir ibn Hayyan già nel IX secolo ottenesse acido nitrico grezzo, distillando una miscela di salnitro (KNO 3), allume (KAl(SO 4) 2·12H 2O) e vetriolo blu ( CuSO 4·5H 2O). [2] Successivamente venne usato anche il vetriolo verde (FeSO 4).

Alla metà del XVII secolo Johann Rudolph Glauber ottenne l’acido nitrico puro ( spiritus nitri) distillando salnitro con acido solforico, dopo aver compreso che il metodo tradizionale di preparazione per distillazione dal vetriolo verde comportava l’iniziale formazione di acido solforico. [4]

Nel 1903 fu sviluppato il processo Birkeland-Eyde, dove la combustione tra azoto e ossigeno era provocata tramite un arco elettrico; tale processo fu usato solo in Norvegia, dove il costo dell’energia elettrica era competitivo. Il processo Ostwald, brevettato nel 1902, si rivelò alla fine il più conveniente e rimpiazzò tutti i processi industriali precedenti.

L’acido nitrico è prodotto industrialmente tramite il processo Ostwald a partire dall’ ammoniaca. In un primo stadio l’ammoniaca viene ossidata a ossido di azoto facendola reagire con l’ ossigeno dell’aria in presenza di un catalizzatore a base di platino. L’ossido di azoto viene ulteriormente ossidato a biossido d’azoto (o ipoazotide) che viene a sua volta fatto reagire con acqua a dare una soluzione acquosa di acido nitrico

La reazione di ossidazione dell’NH 3 ad NO è una reazione esotermica (ΔH 0). Con un catalizzatore selettivo e con l’opportuna scelta delle variabile operative, circa il 95 – 98 % dell’ammoniaca viene convertita ad NO. La reazione è sfavorita dalle alte pressioni.

Le reti nuove presentano una superficie liscia e una bassa attività. Con l’uso la superficie diventa rugosa quindi l’attività aumenta. Con l’uso, però, le reti si indeboliscono e perdono platino per volatilizzazione e l’attività decade. La volatilizzazione del platino è fortemente influenzata dalla temperatura.

In laboratorio, si utilizza per la sintesi di piccole quantità di acido nitrico, la reazione tra acido solforico e nitrato di sodio o potassio, con seguente distillazione, agevolata dal bassissimo punto di ebollizione dell’acido nitrico rispetto agli altri composti della miscela.

L’acido nitrico forma con l’acqua un azeotropo di composizione 68:32, per questo l’acido nitrico ampiamente diffuso di grado commerciale normalmente ottenuto ha una concentrazione non superiore al 68%. La preparazione di un acido nitrico più concentrato viene eseguita trattando l’azeotropo con acido solforico, che funge da agente disidratante. Mediante distillazione con rettifica, in una colonna a piatti, si separa un acido nitrico al 98% dalla miscela solfonitrica.

In entrambi i casi si ottiene acido nitrico fumante rosso e per ottenerlo puro al 100% e quasi incolore, occorre ridistillare sottovuoto per allontanare gli ossidi di azoto che rimangono. Si può anche preparare estraendo con diclorometano l’acido nitrico contenuto in una miscela solfonitrica, sfruttando la solubilità del medesimo verso il solvente organico. Mediante successiva distillazione si ottiene acido nitrico concentrato come residuo.

Per quanto riguarda l’acidità ci sono dati discordanti sul valore esatto della costante di dissociazione acida, ma il valore di pK a è considerato minore di −1. Di conseguenza, l’acido nitrico in soluzione è completamente dissociato, tranne che in soluzioni estremamente acide.

Con gli altri metalli l’acido nitrico agisce come acido ossidante, dato che lo ione nitrato è un forte ossidante in soluzione acida, come indicato dai valori del potenziale di riduzione delle reazioni seguenti, e si può ridurre a diossido di azoto o a monossido di azoto:

Nella reazione con i metalli non viene quindi prodotto idrogeno, e i prodotti di reazione possono essere diversi a seconda della concentrazione dell’acido e della temperatura di reazione. Ad esempio, il rame reagisce in acido nitrico diluito a temperatura ambiente come

La maggior parte dei metalli reagisce con l’acido nitrico formando i corrispondenti nitrati, mentre Sn, As, e alcuni metalli del blocco d formano gli ossidi. [7] Al, Fe, Cr e Cu in opportune condizioni possono essere passivati dall’acido concentrato, in seguito alla formazione di una pellicola di ossido protettivo. [6] Reazioni con non-metalli e materiali organici [ modifica | modifica wikitesto ]

Buona parte dell’acido nitrico è impiegata per la produzione di concimi e fertilizzanti (ad esempio, il nitrato di ammonio). [6] L’acido nitrico è inoltre largamente impiegato in tutto il mondo per la lavorazione artistica professionale di platino, oro e argento. Altri utilizzi massicci di acido nitrico riguardano la sintesi di vari prodotti chimici, tra i quali acido adipico e picrato di ammonio. [6] [8]