Activision – wikipedia gas in dogs symptoms

Prima che l’azienda avviasse la propria attività, il software per le console era pubblicato esclusivamente dagli stessi produttori dei sistemi hardware per cui i giochi erano stati disegnati; ciò voleva dire che, ad esempio, Atari era l’unico editore dei giochi per il suo sistema Atari 2600. tale situazione risultava particolarmente irritante per gli sviluppatori dei giochi, in quanto non ricevevano compensi aggiuntivi per i giochi campioni di vendite e non venivano nemmeno accreditati per i giochi da loro creati [5].

Nel maggio 1979 i programmatori della Atari David Crane, Larry Kaplan, Alan Miller e Bob Whitehead avanzarono all’amministratore delegato dell’azienda Ray Kassar la richiesta di un trattamento pari a quello ricevuto dai musicisti della Warner Communications (gruppo proprietario della Atari), con conseguenti royalties e accreditamento sulle confezioni dei giochi, ricevendo un secco rifiuto condito da parole di disprezzo per il loro ruolo ("[…] chiunque può realizzare una cartuccia [per videogiochi]"), cosicché Crane, Miller, and Whitehead fondarono la Activision nell’ottobre 1979 [6] insieme a Jim Levy, proveniente dall’industria discografica, e all’imprenditore Richard Muchmore, accogliendo Kaplan tra loro dopo breve tempo.

Activision è stata la prima società indipendente sviluppatrice di software per l’Atari 2600 e, a differenza della casa che produceva tale console, accreditava i programmatori dei suoi giochi, dedicandogli addirittura una pagina sul libretto delle istruzioni [7] [8] [9] e sfidando i giocatori a riportare all’azienda i loro migliori punteggi (di solito con una foto a "provarlo") per poter ricevere una toppa ricamata [10] [11] [12]. Tali usanze aziendali aiutarono la giovane azienda ad attrarre programmatori esperti e di talento. Crane, Kaplan, Levy, Miller e Whitehead ricevettero il premio Game Developers Choice "First Penguin" nel 2003 per questo motivo.

Le dimissioni dei quattro programmatori dalla Atari, le vendite dei cui giochi ammontavano a oltre la metà delle vendite totali della casa produttrice, sfociarono in una battaglia legale tra le due aziende che non si risolse fino al 1982, lo stesso anno in cui la Activision pubblicò Pitfall!, un tale best seller per l’Atari 2600 che diede vita a molteplici cloni. Allo scoppiare della crisi dei videogiochi del 1983 la Activision si defilò dal mercato dei giochi per console, dedicandosi ai giochi per personal computer e acquisendo società editrici più piccole.

Nel 1988 la società espanse i suoi interessi in altri tipi di software diversi dai videogiochi, cambiando pertanto la ragione sociale in Mediagenic, nome con cui marchiava tutti i suoi prodotti. Come divisione della Mediagenic la Activision ha continuato a pubblicare giochi per le più diverse piattaforma, quali il Nintendo Entertainment System, il Sega Master System, l’ Atari 7800, l’ Atari ST, il Commodore 64 e l’ Amiga.

Electric Dreams era un’editrice britannica con sede a Southampton fondata nel 1985 da Rod Cousens (ex direttore della Quicksilva e divenuto anni dopo amministratore delegato della Acclaim Entertainment e poi della Codemasters) e Paul Cooper in accordo con la Activision, che ne gestiva i dipartimenti vendite, distribuzione e finanza. La Electric Dreams si concentrava su prodotti per i computer più diffusi in Europa, mentre la Activision era USA-centrica; rappresentava perciò il braccio europeo della Activision. Iniziò con lo ZX Spectrum, per il quale pubblicò i ben riusciti I, of the Mask e Riddler’s Den, ma si fece notare soprattutto con i giochi multipiattaforma tratti con licenza ufficiale da film come Ritorno al futuro e Aliens, mentre dal 1987 pubblicò anche diverse conversioni di arcade. I giochi venivano sviluppati da esterni o, a partire dal 1986, da uno studio interno chiamato Software Studios. L’etichetta venne chiusa nel 1989, riassorbita nel marchio principale Activision, della quale Rod Cousens divenne direttore internazionale. [13]