Beretta 92 – wikipedia electricity 2014

Studiata nel 1972 e prodotta negli anni in molte varianti, nel 1978 venne adottata dall’ esercito italiano. È divenuta universalmente conosciuta dopo essere stata adottata dall’ esercito USA, in sostituzione della pistola Colt M1911, come arma da fianco per i soldati degli Stati Uniti, venendo però adottata nella variante Beretta M9.

Le pistole della "serie 92" sono prodotte e commercializzate in tutto il mondo in vari calibri e configurazioni, e affiancano gli altri modelli della casa gardonese. È ancora oggi ritenuta un’arma di riferimento nel settore difesa militare e civile; essa rimane invece poco apprezzata nel settore del tiro sportivo, a causa dei dispositivi contro lo sparo accidentale, che ne rendono poco agevole l’uso in poligono: scatto troppo lungo, sicura sul carrello.

Il sistema di azione mista (doppia/singola) è stato in parte abbandonato per l’avanzata nel segmento di mercato della serie 92 di modelli caratterizzati da cane interno in parziale, ma perenne tensione, con una sola azione sempre del medesimo peso, avente una durezza inferiore a una doppia azione tradizionale.

Nella 92 e nei modelli analoghi, il primo tiro, salvo che si armi manualmente il cane, è in doppia azione (e dunque peculiarmente duro) e solo dal secondo tiro si fruisce di un’azione morbida. Resta indubbio che lo scotto di una maggior complicazione per il primo colpo, scotto che si paga appunto ove si adotti il sistema tradizionale tipico della serie 92, viene ampiamente ripagato in termini di maggior sicurezza rispetto ai sistemi a singola azione.

La Beretta 92 è una evoluzione dei precedenti modelli della casa italiana, soprattutto della Beretta M34, dalla quale ha derivato il carrello aperto, che diventerà uno stile inconfondibile, e della Beretta M51, dalla quale ha ripreso il sistema di chiusura.

Circa 5.000 esemplari del modello 92 (il primo modello della serie) furono costruite tra il 1975 e il 1976. Come arma era una evoluzione del precedente modello assegnato ai corpi di polizia, il Beretta M51. Impiegava un caricatore bifilare a presentazione monofilare da 15 cartucce, ma del precedente modello conservava la sicura, la quale consisteva in un alberino che bloccava il cane nella sola posizione di armato.

Su specifiche, il modello 92 non venne adottato e venne modificato nel modello S (sicura), che presentava una sicura a levetta, svolgente una triplice funzione (disassava il perno del percussore dal percussore stesso, abbatteva il cane in completa sicurezza, abbassava la leva di collegamento disconnettendo il grilletto dal gruppo scatto).

Ultima evoluzione della Beretta 92F: su espressa richiesta delle forze armate americane, viene aggiunta una sicurezza passiva per evitare che la parte posteriore dell’otturatore, in caso di una sua rottura, possa andare a colpire in volto l’operatore. La sicurezza passiva consiste nell’allargamento della testa del perno del cane e in una fresatura di parte della zona inferiore sinistra dell’otturatore: in caso di una sua rottura completa la parte posteriore, una volta che la sua corsa supera la lunghezza della fresatura, ruota verso destra e si "pianta" sul fusto.

In Italia, viene utilizzata da: Esercito Italiano, Marina Militare, Aeronautica Militare, Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia locale, Polizia Penitenziaria, Carabinieri Forestali, Corpo militare della Croce Rossa Italiana.

A seguito di specifiche inoltrate alla Beretta da alcuni corpi di polizia, il modello 92 venne modificato aggiungendo una sicura sul carrello con funzione di abbatticane. Questa pistola fu adottata dalla Polizia di Stato italiana e da unità militari, tra cui l’ Esercito Italiano. Innovativa per alcuni versi, per altri presentava alcune pecche. In primis pareva pensata per soli tiratori destri, in quanto la leva della sicura era sulla sinistra del carrello otturatore e quindi facilmente manovrabile dalla stessa mano che impugnava per un tiratore destro, mentre richiedeva l’ausilio della mano debole per i tiratori mancini, così come il pulsante di sgancio del caricatore che era posto sulla parte sinistra bassa dell’impugnatura.

Presentava inoltre un altro difetto, che ne determinò poi la sostituzione: il percussore, alloggiato nella culatta otturatore e reso elastico da una molla antagonista, non aveva alcun sistema di blocco, il che determinava che, se l’arma con la cartuccia camerata fosse caduta a terra su superficie dura con il vivo di volata esattamente perpendicolare al suolo e da una altezza di circa un metro, l’energia cinetica accumulata dal percussore sarebbe stata distribuita sullo stesso, vincendo la resistenza della molla antagonista, arrivando così alla efficace percussione dell’innesco. Fu sostituita dal modello 92 SB (Sicura Bivalente o Sicura Bilaterale).

Disegnata per partecipare al concorso della US Air Force, da cui fu poi adottata, la Beretta modificò il precedente modello aggiungendo la leva di sicura e abbatticane su entrambi i lati del carrello, e aggiungendo una "sicura automatica" al percussore. Dalla 92SB deriva un modello compatto chiamato 92SB Compact, con carrello e canna accorciati.

Di fatto particolarmente sicura e maneggevole (leva della sicura presente su entrambi i lati del carrello e pulsante di sgancio del caricatore reversibile spostato sull’impugnatura all’altezza del ponticello del grilletto), ha presentato un unico inconveniente: una particolare rottura del carrello otturatore, solitamente all’altezza dei recessi che presenta in corrispondenza del vivo di culatta della canna, poteva fare arrivare in faccia all’operatore la parte di otturatore staccatasi (si parla di circa tre casi accaduti).

Venne così modificata con un sistema molto semplice e alquanto ingegnoso: venne ingrandita la testa del perno del cane sino a farla fuoriuscire dalle guancette, ricavando sulla corrispondente parte del carrello otturatore una fresatura, che permetteva lo scorrimento di questa parte maggiorata. Una eventuale rottura del carrello avrebbe determinato un grippaggio dello stesso sulle guide di scorrimento quando la sua corsa fosse andata oltre la fresatura di scorrimento. Questa modifica venne adottata sul nuovo modello 92 FS (Full Security) ed è inserita anche nelle "vecchie" SB, che dopo revisione vennero riassegnate al personale. La modifica non venne però fatta, per limiti di materiale, sul modello Compact, o Type M, determinandone la progressiva sostituzione.

Dal 1992 la Beretta cominciò a produrre modelli 92 con parti in polimeri per ridurre il peso complessivo dell’arma e in parte i costi di produzione. Le parti realizzate in polimeri in alcuni lotti di produzione sono: grilletto, leve sicura, asta guida molla, portacorreggiolo ed elevatori e basi dei caricatori.