Camera a gas – wikipedia k gas cylinder

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Il condannato viene messo, all’interno di una camera stagna. Uno stetoscopio fissato al torace della persona viene collegato a delle cuffie poste nella stanza adiacente, dalla quale i testimoni possono seguire l’esecuzione. Da una cavità situata in alto vengono gettate pastiglie di cianuro di sodio in un recipiente che contiene acido solforico, posto sotto la sedia: l’ acido cianidrico che si sviluppa, per via della reazione, che essendo esotermica lo fa evaporare saturando l’ambiente.

La morte del condannato avviene per asfissia, in quanto il cianuro si lega – in maniera non reversibile – all’ emoglobina che deve veicolare l’ ossigeno dal sangue alle cellule del corpo. Lo stato di incoscienza tende a giungere rapidamente, ma può ritardare se il condannato ha un respiro lento oppure lo trattiene; il tempo medio di sopravvivenza stimato è di 8-10′.

• Jimmy Lee Gray: giustiziato nel Mississippi il 2 settembre 1983. Le sue convulsioni durarono 8 minuti durante le quali riprese fiato per ben 11 volte. La sedia del detenuto aveva sul retro una barra verticale di ferro e non c’era alcun poggiatesta o cinturino che potesse trattenergli il capo. Non appena Gray cominciò a respirare i gas tossici, cominciò a muovere vertiginosamente la testa, colpendo la sbarra di ferro più volte, prima di perdere definitivamente coscienza. Alcuni testimoni riferirono che quando le guardie li invitarono a uscire, Gray non aveva l’aspetto di una persona morta. [2]

• Caryl Chessman: giustiziato il 2 maggio 1960, morì in quanto non fu possibile sospendere la sua esecuzione nonostante – nel mentre della stessa – la prigione ricevette una telefonata in cui fu affermato il rinvenimento di prove a sua discolpa, che avrebbero consentito almeno il rinvio. [3]

Le camere a gas vennero utilizzate dai nazisti durante l’ Olocausto. Diversi esperimenti furono condotti per trovare il metodo più rapido ed efficace: inizialmente si usò monossido di carbonio prodotto spesso usando i gas di scarico di camion o carri armati, poi si passò allo Zyklon B, che permetteva di uccidere in maniera veloce un gran numero di persone contemporaneamente (1000-1500 in circa trenta minuti). [8] Uno dei più tristemente famosi campi di sterminio dove fu applicata questa soluzione fu il campo di concentramento di Auschwitz, dove morirono, anche con le camere a gas, circa 1.500.000 persone.

• ^ Si vedano, ad esempio, Jean-Claude Pressac e R.-J. Van Pelt, "The Machinery of Mass Murder at Auschwitz", in Y. Gutman, e M. Berenbaum, The Anatomy of the Auschwitz Death Camp, Bloomington: Indiana University Press and Washington DC: The United States Holocaust Memorial Museum, 1994, pp. 183-245. Citato anche in Richard J. Green, The Chemistry of Auschwitz, http://phdn.org/archives/holocaust-history.org/auschwitz/chemistry/ "That same night, 1,492 women, children, and old people, selected from a convoy of 2,000 Jews from the Krakow ghetto, were killed in the new crematorium. Six kilos of Zyklon B were poured into the stacks that opened into the four grillework columns implanted between the pillars that supported the ceiling. Within five minutes, all the victims had succumbed. The aeration (8,000 cu m an hour) and deaeration system (same strength) were then started up and, after 15 to 20 minutes, the atmosphere, which had been practically renewed every three to four minutes, was sufficiently pure so that members of the Sonderkommando could enter the stiflingly hot gas chamber. During this first gassing, the Sonderkommandos wore gas masks as a precaution. The bodies were untangled and dragged to the goods elevator. Hair was clipped, gold teeth pulled out, wedding rings and jewels removed."

Il condannato viene messo, all’interno di una camera stagna. Uno stetoscopio fissato al torace della persona viene collegato a delle cuffie poste nella stanza adiacente, dalla quale i testimoni possono seguire l’esecuzione. Da una cavità situata in alto vengono gettate pastiglie di cianuro di sodio in un recipiente che contiene acido solforico, posto sotto la sedia: l’ acido cianidrico che si sviluppa, per via della reazione, che essendo esotermica lo fa evaporare saturando l’ambiente.

La morte del condannato avviene per asfissia, in quanto il cianuro si lega – in maniera non reversibile – all’ emoglobina che deve veicolare l’ ossigeno dal sangue alle cellule del corpo. Lo stato di incoscienza tende a giungere rapidamente, ma può ritardare se il condannato ha un respiro lento oppure lo trattiene; il tempo medio di sopravvivenza stimato è di 8-10′.

• Jimmy Lee Gray: giustiziato nel Mississippi il 2 settembre 1983. Le sue convulsioni durarono 8 minuti durante le quali riprese fiato per ben 11 volte. La sedia del detenuto aveva sul retro una barra verticale di ferro e non c’era alcun poggiatesta o cinturino che potesse trattenergli il capo. Non appena Gray cominciò a respirare i gas tossici, cominciò a muovere vertiginosamente la testa, colpendo la sbarra di ferro più volte, prima di perdere definitivamente coscienza. Alcuni testimoni riferirono che quando le guardie li invitarono a uscire, Gray non aveva l’aspetto di una persona morta. [2]

• Caryl Chessman: giustiziato il 2 maggio 1960, morì in quanto non fu possibile sospendere la sua esecuzione nonostante – nel mentre della stessa – la prigione ricevette una telefonata in cui fu affermato il rinvenimento di prove a sua discolpa, che avrebbero consentito almeno il rinvio. [3]

Le camere a gas vennero utilizzate dai nazisti durante l’ Olocausto. Diversi esperimenti furono condotti per trovare il metodo più rapido ed efficace: inizialmente si usò monossido di carbonio prodotto spesso usando i gas di scarico di camion o carri armati, poi si passò allo Zyklon B, che permetteva di uccidere in maniera veloce un gran numero di persone contemporaneamente (1000-1500 in circa trenta minuti). [8] Uno dei più tristemente famosi campi di sterminio dove fu applicata questa soluzione fu il campo di concentramento di Auschwitz, dove morirono, anche con le camere a gas, circa 1.500.000 persone.

• ^ Si vedano, ad esempio, Jean-Claude Pressac e R.-J. Van Pelt, "The Machinery of Mass Murder at Auschwitz", in Y. Gutman, e M. Berenbaum, The Anatomy of the Auschwitz Death Camp, Bloomington: Indiana University Press and Washington DC: The United States Holocaust Memorial Museum, 1994, pp. 183-245. Citato anche in Richard J. Green, The Chemistry of Auschwitz, http://phdn.org/archives/holocaust-history.org/auschwitz/chemistry/ "That same night, 1,492 women, children, and old people, selected from a convoy of 2,000 Jews from the Krakow ghetto, were killed in the new crematorium. Six kilos of Zyklon B were poured into the stacks that opened into the four grillework columns implanted between the pillars that supported the ceiling. Within five minutes, all the victims had succumbed. The aeration (8,000 cu m an hour) and deaeration system (same strength) were then started up and, after 15 to 20 minutes, the atmosphere, which had been practically renewed every three to four minutes, was sufficiently pure so that members of the Sonderkommando could enter the stiflingly hot gas chamber. During this first gassing, the Sonderkommandos wore gas masks as a precaution. The bodies were untangled and dragged to the goods elevator. Hair was clipped, gold teeth pulled out, wedding rings and jewels removed."