Cancrena – wikipedia gas block install

• Secca, nella quale tra i processi litici (distruttivi) prevale l’ evaporazione. La cancrena secca si sviluppa nelle parti periferiche degli arti a causa dell‘ ischemia e spesso si verifica nei piedi (soprattutto nelle dita) di pazienti anziani, a causa dell‘ arteriosclerosi. Procede lentamente, fino a quando l’apporto di sangue non è più sufficiente a mantenere in vita il tessuto. La parte colpita appare secca, raggrinzita e di colore nero, come se fosse mummificata. Il colore scuro è dovuto alla liberazione di emoglobina dovuta all’ emolisi dei globuli rossi, effettuata dall’ acido solfidrico che producono i batteri. Il risultato è la formazione di solfuro di ferro, che rimane nei tessuti. Solitamente, si arriva al distacco totale del tessuto cancrenoso, quando non è rimosso chirurgicamente. Nella cancrena secca, la causa dell’interruzione del flusso sanguigno nella parte colpita non è un’infezione batterica grave, e non si assiste a una putrefazione vera e propria. Pazienti con problemi alla circolazione sanguigna periferica, come per esempio chi soffre di diabete, sono particolarmente a rischio di sviluppare la cancrena secca. I sintomi iniziali della cancrena secca sono un dolore sordo, sensazione di freddo e pallore nelle zone interessate. A volte un intervento tempestivo può ripristinare l’area colpita mediante chirurgia vascolare. Tuttavia, se si verifica la necrosi, il tessuto cancrenoso dev’essere rimosso chirurgicamente come nella cancrena umida.

• Umida (la più comune), dove prevalgono i processi colliquativi, ossia le cellule morte vengono digerite da parte degli enzimi, con perdita dell’architettura cellulare e trasformazione del tessuto in una massa liquida e viscosa. Si verifica nelle zone umide del corpo, come la bocca, l’intestino, i polmoni, la cervice uterina e la vulva. Le piaghe da decubito che si sviluppano ad esempio nella zona sacrale, sulle natiche e sui talloni sono anch’esse classificabili come cancrena umida, anche se si tratta di zone asciutte. Il tessuto viene infettato ad opera di microrganismi saprogenici (bacterium perfringens, fusiformis, putrificans, ecc.), e comincia a gonfiarsi ed emettere un odore sgradevole. Di solito la cancrena umida si sviluppa rapidamente a causa del blocco del flusso sanguigno sia venoso che arterioso; infatti, la zona colpita viene saturata da sangue stagnante che favorisce il rapido sviluppo dei batteri. Le sostanze tossiche prodotte dai batteri vengono assorbite dai tessuti; questo porta ad una setticemia generale, ed infine alla morte. Le zone colpite dalla cancrena umida appaiono edematose, molli, marce e putrescenti. Il loro colore è scuro, per gli stessi meccanismi di emolisi che avvengono nella cancrena secca.

• Gassosa, dove a causa di un’infezione batterica i muscoli e tessuti si riempiono di gas ed essudato. Questa cancrena, spesso mortale, è causata da un’infezione di batteri anaerobi, tra cui il Clostridium perfringens. L’infezione si estende molto rapidamente perché il gas prodotto dai batteri si espande e si infiltra nei tessuti sani; per questo motivo, la cancrena gassosa dev’essere trattata come un’ emergenza medica. I batteri responsabili della cancrena gassosa (oltre al Clostridium Perfringens, anche Bacteroides e alcuni streptococchi anaerobi) si trovano comunemente nell’ambiente (es. nel suolo); possono penetrare nei muscoli attraverso una ferita aperta non curata e in seguito proliferare nel tessuto necrotico. Producono un’ esotossina molto aggressiva che dissocia e distrugge il tessuto circostante, liberando contemporaneamente del gas arricchito in anidride carbonica, il quale si espande diffondendo il processo. Se non trattata tempestivamente, la cancrena gassosa causa necrosi e sepsi, che progrediscono rapidamente in tossiemia e shock settico.

• Cancrena embolica, che è il risultato dell’occlusione da parte di un trombo od un embolo di un’ arteria principale ove la circolazione collaterale non sia sufficientemente efficace da mantenere l’ossigenazione della zona interessata. Può essere considerato un caso particolare di cancrena secca.

• Cancrena diabetica, dovuta all’effetto combinato delle disfunzioni dei vasi sanguigni (che causano varici e ulcere) e delle neuropatie (che causano perdita di sensibilità) a carico di individui affetti da diabete mellito. Anch’essa è un caso particolare di cancrena secca.

Quando gli antibiotici non erano ancora stati scoperti, larve di mosca venivano usate comunemente nel trattamento di ferite o ulcere croniche, per prevenire o arrestare il diffondersi della necrosi, in quanto alcune specie di larve si nutrono solo di carne morta, lasciando intatto il tessuto vivo circostante. Questa pratica è stata soppiantata dall’uso degli antibiotici, dell’ acetonitrile e degli enzimi come cura per le ferite.

Di solito è necessario effettuare un intervento chirurgico che elimini la causa della cancrena. Le parti necrotizzate vanno quasi sempre rimosse, e spesso risulta necessaria perfino l’amputazione dell’arto affetto qualora la necrosi abbia colpito una gran parte di esso. Le infezioni vanno bloccate attraverso una massiccia terapia antibiotica, ma gli antibiotici di per sé non sono solitamente sufficienti a bloccare la cancrena, poiché non arrivano ad agire efficacemente in tessuti colpiti da ischemia.

• Druso Maggiore: condottiero romano e fratello del futuro imperatore Tiberio, morì nel 9 a.C. di ritorno da una campagna militare in Germania, probabilmente per una cancrena causata da una caduta da cavallo che aveva causato la frattura del femore.