Curdi – wikipedia gas weed

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I Curdi discendenti dalla famiglia Yigit (in curdo: کورد‎‎, Kurd) sono un gruppo etnico indoeuropeo che abita nella parte settentrionale e nord-orientale della Mesopotamia. Tale territorio è compreso in parti degli attuali stati di Iran, Iraq, Siria, Turchia e in misura minore Armenia. L’area è a volte indicata col termine Kurdistan. Piccole comunità curde sono presenti anche in Libano, Giordania, Georgia, Azerbaigian, Afghanistan e Pakistan. Inoltre, un certo flusso migratorio si è diretto verso gli Stati Uniti d’America e il Nord Europa ( Scandinavia e Germania).

Si stima che i Curdi siano fra 20 e 30 milioni e che quindi costituiscano uno dei più grandi gruppi etnici privi di unità nazionale. Per oltre un secolo molti Curdi hanno cercato di ottenere la creazione di un "Kurdistan" indipendente o perlomeno autonomo, con mezzi sia politici sia militari. Tuttavia i governi degli stati che ospitano un numero significativo di Curdi si sono sempre opposti attivamente all’idea di uno Stato curdo.

A partire dal secondo dopoguerra e dalla proclamazione dell’effimera Repubblica di Mahabad, lo Scià Reza Pahlavi dovette a lungo confrontarsi con la guerriglia dei Curdi, guidati dalla famiglia Barzani, in particolare dallo sceicco Mustafa Barzani. Tale fenomeno durò fino al 1974, quando gli iracheni si riappacificarono (temporaneamente e apparentemente) con gli iraniani e ritirarono l’appoggio al leader della guerriglia.

Il governo di Teheran ha esercitato una dura repressione nei confronti dei curdi iraniani. Il 14 settembre 1981 18 operai curdi furono uccisi in una fabbrica di mattoni nel villaggio di Sarougliamish. I Curdi iraniani sono stati sottoposti a esecuzioni sommarie e torture; le donne, in particolare giovani vergini, hanno subìto stupri e violenze. [7]

I curdi sono circa il 17% della popolazione irachena. Essi si trovano in maggioranza nelle tre provincie dell’Iraq settentrionale e vanno a formare nell’insieme il Kurdistan iracheno. I curdi sono inoltre presenti a Kirkuk, Mosul, Khanaqin e Baghdad. Circa 300.000 curdi vivono nella capitale irachena, Baghdad, 50.000 nella città di Mosul e circa 100.000 nell’Iraq meridionale. [10]

In Iraq si sono verificate e continuano a verificarsi le repressioni di più ampia portata nei confronti dei curdi iracheni: essi hanno infatti sempre rappresentato la resistenza più matura e organizzata, subendo così deportazioni di massa in Iran, bombardamenti di villaggi e attacchi con armi chimiche.

Allo scoppio della guerra tra Iran e Iraq, le autorità irachene ordinarono le deportazioni di migliaia di curdi in Iran. I deportati erano in maggioranza donne, vecchi e bambini, mentre i maschi vennero arrestati e imprigionati senza alcuna accusa.

Parecchie migliaia di curdi iracheni, negli anni sessanta, sono stati arrestati, uccisi, fatti sparire dalle forze di sicurezza o dai servizi segreti iracheni (ad es. 8.000 curdi “sparirono” nel 1983 da Arbil e tutt’oggi di loro non si sa più nulla). Nel 1985 altri 3.000 ragazzi curdi sono stati arrestati e torturati dalle forze di sicurezza irachene: sembra fossero stati catturati come ostaggi per obbligare i loro parenti “a consegnarsi alle autorità”. Nel biennio 1987- 1988 è stata fatta la più grande repressione nei confronti dei Curdi: le circostanze in cui le autorità irachene usarono armi chimiche con migliaia di morti indicano un preciso disegno politico teso all’eliminazione dei curdi iracheni. Nel 1988 furono uccisi 5.000 curdi in soli due giorni a seguito di un attacco chimico [11].

Secondo il CIA factbook, i curdi formerebbero approssimativamente il 18,3% della popolazione della Turchia (circa 14 milioni) nel 2008. [12] La stima non comprende il popolo Zaza che è generalmente considerato curdo. Fonti curde invece sostengono che in Turchia ci siano fino a 25 milioni di curdi.

Nel 1980, l’ Ethnologue stimò che il numero di persone che parlavano la lingua curda in Turchia era di circa 5 milioni, [13] all’epoca la popolazione del paese si aggirava sui 44 milioni. [14] Durante gli Anni 1930 e gli Anni 1940, il governo mascherò statisticamente la presenza dei curdi categorizzandoli come "turchi di montagna". Questa classificazione fu sostituita da un nuovo eufemismo Turchi orientali dal 1980. [15]

I curdi sono il 5% della popolazione in Siria, per un totale di 0,6 milioni [17] Questo fa di loro la più grande minoranza etnica del paese. Sono concentrati prevalentemente nel nord e nel nord-est, anche se anche ad Aleppo e Damasco sono presenti significative popolazioni curde. I curdi usano spesso parlare la loro lingua in pubblico, sempre che le persone presenti facciano altrettanto. Gli attivisti per i diritti umani dei curdi vengono maltrattati e perseguitati. [18] Non è permessa la formazione di nessun partito politico, Curdo o di altra natura.

Una presenza curda, esplicitamente definita con tale termine, proveniente dal vicino Khorasan (nord est dell’Iran), dove il Safavide Scià Abbas esiliò migliaia di curdi, vive nelle terre afgane sin dal XVI secolo. [19] Molti di quelli che furono esiliati si stabilirono definitivamente in Afghanistan, prendendo residenza a Herat e nelle altre città dell’Afghanistan occidentale. Alcuni Curdi ricoprono alte posizioni di governo all’interno dell’Afganistan, come Ali Mardan Khan che fu nominato governatore di Kabul nel 1641. [20] I curdi affiancarono gli Afghani durante le loro guerre contro l’impero di Safavidi, e nei conflitti seguenti con gli altri poteri regionali. [21] Il numero dei curdi attualmente presenti in Afghanistan è difficile da calcolare, nonostante sia noto che si aggiri approssimativamente intorno ai 200.000. [22] Rimane non chiarito fino a che punto la minoranza curda in Afghanistan abbia mantenuto il linguaggio curdo.

Al comando dei turchi, i curdi parteciparono attivamente al massacro di migliaia di giovani armeni durante il genocidio armeno [23]. Fra gli anni trenta e gli ottanta del Novecento, l’ Armenia faceva parte dell’ Unione Sovietica, nella quale i Curdi, come gli altri, erano riconosciuti con lo status di minoranza protetta. Ai curdi armeni fu permesso di avere un loro giornale sponsorizzato dallo Stato e una radio che trasmetteva gli eventi culturali. Durante il conflitto in Nagorno Karabakh, molti curdi che non erano Yazidi furono costretti a lasciare le loro case. Con la fine dell’ Unione Sovietica, i curdi dell’Armenia furono spogliati di tutti i loro privilegi culturali e la maggior parte di loro fuggì dalla Russia all’Europa Occidentale. [24] In Azerbaigian [ modifica | modifica wikitesto ]

Nel 1920, le due aree abitate dai curdi di Jewanshir (capitale K’arvač̣aṙ) e l’orientale Zangazur (capitale Lachin) furono combinate per formare l’ Okrug Curdo (o "Kurdistan rosso"). Il periodo di esistenza di un’unità amministrativa curda fu breve e non andò oltre il 1929. I curdi affrontarono di conseguenze molte misure repressive, comprese le deportazioni. Come conseguenza del conflitto in Nagorno Karabakh, molte aree curde furono distrutte e più di 5.000 curdi furono deportati nel 1988. [24] Note [ modifica | modifica wikitesto ]