Internet service provider – wikipedia e electricity bill payment

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Con l’esplosione della bolla Internet all’inizio del 2000 il mercato dell’accesso a Internet è passato dai piccoli ISP che operavano con banchi di modem ai grossi operatori di telecomunicazioni. Parecchi ISP sono stati ristrutturati o acquisiti da altri più grandi. Oggi la maggior parte degli operatori di telecomunicazioni sono anche ISP e forniscono, oltre all’accesso a Internet, servizi quali la registrazione e manutenzione del dominio e l’ hosting di pagine web.

Tipicamente gli ISP acquistano apparati di rete ( commutatori, ecc.) dai rispettivi produttori e costruiscono la propria rete di trasporto in fibra ottica ricorrendo a capitali propri e a finanziamenti bancari seguendo un’accurata pianificazione economica e appoggiandosi spesso il più possibile a infrastrutture di rete già esistenti per minimizzare i costi. Per la rete di accesso spesso vigono invece le direttive di Unbundling Local Loop ovvero la liberalizzazione dell’ ultimo miglio della rete appartenente all’operatore dominante se gli ISP non hanno provveduto ad autonoma realizzazione. Spesso inoltre la gestione della rete a livello tecnico (manutenzione e guasti) è demandata in outsourcing ad altre aziende competenti.

Non tutti gli ISP sono uguali. Ci sono ISP di primo livello che hanno una rete di interconnessione velocissima, sono internazionali e sono direttamente connessi ad altri ISP di primo livello. Tali ISP hanno connessi a loro un certo numero di ISP di secondo livello (di cui sono fornitori) che vengono detti, in questo caso, utenti. Gli ISP di primo livello formano, quindi, la dorsale principale di Internet (ne fanno parte UUNet, AT&T, Sprint Nextel, ecc.).

Uno dei servizi principali è la registrazione di nomi a dominio DNS. In Italia, gli ISP che forniscono questo tipo di servizio si chiamano anche Registrar. Questa terminologia è stata introdotta dal NIC, il centro che gestisce il ccTLD .it. Recentemente il NIC ha pubblicato l’elenco di alcuni MNT (quelli che hanno acconsentito alla pubblicazione).

Il REG definisce il name server per un nome a dominio. Il DNS a sua volta fornisce i dettagli per gli altri server associati a quel dominio, tipicamente l’ indirizzo IP del server web, il nome del server di posta e possibilmente un record SPF. L’ISP che fornisce la registrazione del nome si trova così in una posizione privilegiata per suggerire quali ISP forniscano gli altri servizi. Molto spesso è lo stesso REG che registra un nome a occuparsi di impostare i servizi correlati.

Gli ISP che non prevedono traffico dal cliente verso il server ( upstream) e hanno solo clienti e/o nodi anonimi, sono denominati Tier 1 network, per indicare lo stato di vertice nella categoria Internet. Esistono diverse associazioni di ISP. Ne elenchiamo alcune tra i collegamenti esterni.

In particolare in quest’ultimo ambito il profilo tariffario può essere a volume (cioè basato sulla quantità in byte di traffico dati trasferito) oppure con tariffazione flat ovvero con quota fissa mensile. I primi sistemi basati su modem analogici a 56 kbit/s V.90 in banda fonica utilizzavano invece una tariffazione a tempo; sulla stessa linea (a volume o a tempo) si basano i profili tariffari delle connessioni internet tramite relativa chiavetta Internet USB o connessione tramite telefono cellulare.

Con delibera dell’ AGCOM a tutela dei diritti dei consumatori diviene parte essenziale del contratto di fornitura del servizio, almeno per postazioni fisse, i cosiddetti Service Level Agreement (SLA) che definiscono gli obblighi di servizio da parte del fornitore verso il cliente pena il pagamento di penali. Tipicamente ciò avviene garantendo il rispetto di alcuni parametri di qualità di servizio quali la banda minima unita alla priorità per certi tipi di traffico quale quello per i servizi di IPTV. A garanzia di ciò la stessa AGCOM ha messo in atto un servizio ufficiale di misura della banda fornita dal provider al cliente attraverso il progetto "Misura Internet" e il relativo software " Ne.Me.Sys".

In Italia dal 2007 con la cosiddetta legge Bersani non esistono penali per il recesso anticipato dal contratto, consentendo solo i costi delle disattivazioni, che devono essere proporzionali alle spese affrontate dall’operatore per la migrazione o distacco dalla rete, tranne nel caso delle offerte, in quel caso rescindere prima del termine di contratto prevede la possibilità da parte dell’ISP di far pagare una penale [1], tale penali vengono applicate anche senza la migrazione a nuovo operatore [2] Note [ modifica | modifica wikitesto ]