Latex – wikipedia electricity nw

Fornisce funzioni di desktop publishing programmabili e mezzi per l’automazione della maggior parte della composizione tipografica, inclusa la numerazione, i riferimenti incrociati, tabelle e figure, organizzazione delle pagine, bibliografie e molto altro.

È distribuito con una licenza di software libero e questo lo ha reso disponibile per praticamente qualsiasi architettura: ne esistono pertanto versioni funzionanti per tutti i sistemi operativi, tra cui anche Microsoft Windows, macOS e le varie distribuzioni Linux.

LaTeX ha trovato un’ampia diffusione nel mondo accademico, grazie all’ottima gestione dell’impaginazione delle formule matematiche (anche il motore di Wikipedia utilizza LaTeX per il rendering delle formule) ed alla gestione dei riferimenti bibliografici resa possibile dal progetto gemello BibTeX.

Al contrario di editor (o word processor) più conosciuti quali ad esempio Microsoft Word, WordPerfect, Works, Writer della suite LibreOffice (o OpenOffice.org), che si basano sul paradigma WYSIWYG ( What You See Is What You Get, cioè ciò che vedi è quello che ottieni), con LaTeX si scrive un testo preoccupandosi essenzialmente del contenuto (della struttura) e non della forma.

Questo approccio viene anche definito WYSIWYM ( What You See Is What You Mean, cioè ciò che vedi è quello che intendi): con LaTeX l’autore inizialmente può occuparsi delle convenzioni da usare, ma una volta fissate queste, si può concentrare soltanto sul contenuto del testo. L’impaginazione, l’indice (generale e analitico), l’inserimento delle figure e delle tabelle sarà semi-automaticamente curato da LaTeX.

Il file prodotto da LaTeX era, in passato, esclusivamente in formato DVI ( DeVice Indipendent). Grazie al contributo degli sviluppatori della comunità open source ora LaTeX è in grado di produrre un file nel più comune e diffuso standard PDF ( Portable Document Format) ed anche in HTML (le eventuali formule matematiche in esso presenti verranno incluse in formato grafico come se fossero immagini, se non in MathML).

Oltre alle classi standard qui sopra elencate, la comunità ha oggi a disposizione un numero enorme e costantemente in crescita di nuove classi scritte per andare espressamente incontro ad una specifica esigenza editoriale: classi per redigere un curriculum vitæ, per pubblicare un articolo scientifico su una specifica rivista, per realizzare presentazioni di elevata qualità estetica (ad esempio con la classe Beamer), ecc.

LaTeX lavora per ambienti e comandi; essi sono definiti sia dalle classi standard sia dai vari pacchetti (packages – moduli aggiuntivi che è possibile caricare al volo, on the fly) che si trovano sui siti dedicati che compongono la Comprehensive T EX Archive Network (CTAN). Il sito CTAN più conosciuto in ambito europeo è sicuramente [dante e.V. [ senza fonte]

Ognuna di queste classi ha (alcuni) comandi propri che sono incompatibili con le altre. Ad esempio, la direttiva \chapter{…} (che indica l’inizio di un capitolo) è propria della classe book ed è incompatibile con article e letter, che non hanno capitoli ma soltanto sezioni (direttiva \section{…}). Alcune altre istruzioni sono invece d’ordine generale e possono essere usate senza problemi in ogni classe (ad esempio, istruzioni di enfasi (rilievo) come \emph{…}).

Una digressione su LaTeX e il suo macrolinguaggio non ha senso in queste pagine, perché si tratta di un linguaggio che richiede una certa pratica, impossibile da acquisire in poco tempo: per approfondimenti si rinvia al manuale LaTeX che è indicato più sotto.

\documentclass [a4paper,12pt] {article } % Prepara un documento per carta A4, con un font di dimensione 12pt \usepackage [french,italian] {babel } % Adatta LaTeX alle convenzioni tipografiche italiane, % e ridefinisce alcuni titoli in italiano, come "Capitolo" al posto di "Chapter", % se il vostro documento è in italiano % l’opzione linguistica ‘french’ è necessaria per l’abilitazione della % successiva istruzione > \usepackage [T1] {fontenc } % Riga da togliere se si compila con PDFLaTeX \usepackage [utf8] {inputenc } % Consente l’uso caratteri accentati italiani \frenchspacing % forza LaTeX ad una spaziatura uniforme, invece di lasciare più spazio % alla fine dei punti fermi come da convenzione inglese: richiede opzione linguistica ‘french’ \title {Esempio di documento in \LaTeX } % \LaTeX è una macro che compone il logo "LaTeX" % I commenti (introdotti da %) vengono ignorati \author {Mario Rossi } \date {8 aprile 2002 } % in alternativa a \date il comando \today introduce la data di sistema. \begin {document } \maketitle % Genera il titolo sulle istruzioni \title, \author e \date \begin {abstract } % Questo è l’inizio dell’ambiente "abstract". % L’ambiente abstract è fatto per contenere un riassunto del contenuto.

Come si può notare, un documento si compone di due parti principali: il preambolo ed il corpo del documento vero e proprio. Nel preambolo sono contenute le istruzioni principali che verranno processate ma non produrranno alcun output specifico: sono le istruzioni relative alla struttura del documento (la lingua, il formato della pagina, il numero di colonne, …). Segue il corpo del documento vero e proprio, che è tutta la parte di testo compresa fra le istruzioni \begin{document} e \end{document}.

che permette di ottenere il file PostScript miodocumento.ps (è necessario aver installato un interprete PostScript quale Ghostscript) — l’opzione -t è necessaria se il documento contiene pagine in formato landscape. Per visualizzare il file PostScript si può utilizzare il programma Unix gv.

Se nel file sono presenti delle figure, esse devono, per essere processate correttamente con PDFLaTeX, essere salvate con il suffisso .png, .jpg oppure .pdf e non con il suffisso .ps o .eps, come invece è necessario per ottenere un file in PostScript.

Qualora siano stati introdotti errori (nella scrittura direttive), il processo di compilazione si blocca alla riga in cui compare l’errore: può avvenire, come nella programmazione, che l’errore non si trovi in quella riga ma si ripercuota su quella, e quindi è necessario cercarlo all’interno del sorgente.

questo è stato fatto per far sì che i file non vengano danneggiati da modifiche inattese o da prodotti di terze parti. Una nuova versione della licenza LPPL compatibile con la GPL è in preparazione. La LPPL è conforme alle linee guida per il free software di Debian dalla versione 1.3 in avanti.