Lista dei tipi di batterie – wikipedia gas 0095 download

La grande quantità di tipi di batterie a secco disponibili evidenzia che nel tempo sono stati sviluppati molti standard, differenziati sia da parte dei costruttori sia in ogni paese, prima che fossero emesse norme internazionali sulle caratteristiche chimiche, elettriche, dimensionali e costruttive. Attualmente norme tecniche per le dimensioni e le caratteristiche chimiche ed elettriche delle batterie sono pubblicate da organizzazioni come la Commissione Elettrotecnica Internazionale (IEC) e l’ American National Standards Institute (ANSI). Alcuni tipi di batteria già presenti sul mercato sono stati inclusi negli standard internazionali data la loro ampia diffusione.

La nomenclatura per una batteria deve comprendere: le dimensioni, le caratteristiche fisiche, la chimica utilizzata, le modalità dei terminali di connessione e altri particolari costruttivi; negli ultimi anni per alcuni tipi di batterie si è resa necessaria la diffusione di specifiche norme di utilizzo, che sono di particolare importanza sia per una maggiore durata delle batterie, sia per la sicurezza degli utilizzatori. Altro argomento importante riguarda lo smaltimento delle batterie giunte al termine della loro vita utile, infatti i materiali impiegati nella loro costruzione sono tutti inquinanti – in una misura che dipende dalla tecnologia chimica utilizzata e molti paesi possiedono normative sullo smaltimento e relativa legislazione, anche di carattere penale.

La dimensione di una batteria e il suo formato non sono gli unici elementi da prendere in considerazione per la sua sostituzione; infatti le batterie possono avere caratteristiche differenti e l’intercambiabilità deve tenere conto di tutti i parametri disponibili.

La tensione terminale di una batteria (espressa in volt – V), dipende dalla tecnologia chimica che utilizza, e non dalla sua dimensione fisica che, diversamente, influenza la sua corrente (espressa in ampere – A). Ad esempio, le batterie primarie (ovvero, non ricaricabili) alcaline hanno una tensione nominale di 1,5 volt. Le batterie secondarie (ovvero, ricaricabili) al NiCd (nichel-cadmio) e al NiMH (nichel-metal idruro), tipicamente hanno una uscita di 1,25 volt per cella. Conseguentemente, una eventuale sostituzione di una batteria primaria con una di uguale forma e dimensione ma di tipo secondario, potrebbe in effetti impedire il regolare funzionamento di dispositivi destinati a essere alimentati con batterie primarie, data la riduzione della tensione a disposizione.

Perciò, la denominazione completa della batteria individua non solo le dimensioni, la forma e la disposizione dei terminali di connessione elettrica della batteria, ma anche la chimica (e quindi la tensione per cella); ad esempio, una batteria CR123 è sempre con tecnologia chimica LiMnO2 (‘litio’) e, conseguentemente, con una tensione nominale di 3V.

Batteria di nuovo formato agli Ioni di litio, la cui tensione di lavoro si aggira attorno i 3,6-3,7 volt, ragion per cui è sconsigliabile scaricarla oltre i 2,5 volt, soglia che renderebbe la cella inutilizzabile [ senza fonte]. Va caricata a una tensione di 4,2 V, 4,3 V massimi, una tensione maggiore la renderebbe pericolosamente soggetta a esplosione.

Allo scopo di ottenere un’elevata affidabilità del pack, le batterie 18650 vengono selezionate e accoppiate con tolleranze molto strette, mentre per ottenere tempi di ricarica molto rapidi con un elevato grado di sicurezza per le batterie, vengono inseriti nei pack alcuni sensori di temperatura tipo NTC connessi ai circuiti elettronici di controllo della corrente di ricarica.

Attualmente questa batteria, oltre che per i portatili, viene usata per torce a led, laser a media potenza e altri dispositivi portatili. Negli ultimi anni si è diffusa anche nei pacchi batteria per le biciclette a pedalata assistita, vista la relativamente alta tensione di esercizio e la notevole corrente di scarica fornita. Un altro uso nel quale si è affermato il formato è con le cosiddette " sigarette elettroniche" che richiedono anche 20 A e oltre per funzionare, i migliori modelli riescono a erogare fino a 35 A continui senza danneggiarsi.

Per migliorare l’affidabilità della singola batteria sono stati sviluppati dei circuiti elettronici di protezione integrati in serie al polo negativo, che controllano la massima corrente erogata, la minima tensione di scarica e la massima tensione di ricarica, in questo caso la forma della batteria potrebbe risentirne con l’aumento dell’altezza da 2 mm a 5 mm. Ne consegue che esistono batterie erroneamente chiamate 18650 e altre correttamente chiamate 18700: la standardizzazione del prodotto è ancora poco osservata.

Infine vanno citate per completezza le ormai diffusissime batterie ricaricabili per cellulari agli ioni polimeri di litio, di forma custom, in quanto i produttori di cellulari cercano di assemblare una batteria quanto più grande possibile e il più sottile possibile, adattandola agli spazi disponibili del loro prodotto. La caratteristica principale è determinata da tre poli di contatto di cui due soltanto portano tensione, mentre quello centrale serve a testare lo stato di scarica, durante il funzionamento o lo stato di ricarica durante la ricarica. Tutte hanno tensione di 3,6 — 3,7 volt mentre la capacità ormai supera abbondantemente il migliaio di mAh per i cellulari più piccoli e arriva a più di 3.600 mAh per quelli dal display più grande.

Le già citate batterie LiPo (Polimeri di litio) hanno la caratteristica di poter erogare enormi correnti di scarica, potendo vantare una resistenza interna veramente bassa. Questa caratteristica le rende estremamente utili in campi, come il modellismo dinamico aereo, terrestre e navale, ove sono richieste elevate potenze specifiche con pesi e dimensioni ridotti e per brevi periodi. La capacità di scarica, indicata dalla lettera C, è solitamente pari a 20 volte la capacità nominale (20C) ma può arrivare anche a 130C per assorbimenti impulsivi e 60-70C per assorbimenti continui. Anche la velocità di ricarica è notevole, potendo arrivare a caricare completamente una batteria in soli 6 minuti. Con queste caratteristiche, ormai è stata superata la necessità di utilizzare motori a scoppio per ottenere potenze elevate.