Lorazepam – wikipedia gaslighting examples

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Il Lorazepam è un forte sedativo dagli effetti ipnotici, e la durata degli effetti clinici di una singola dose lo rende una scelta appropriata per il trattamento a breve termine dell’ insonnia, soprattutto in presenza di forti stati d’ansia e di panico. Conseguenze dovute all’interruzione del trattamento possono verificarsi dopo alcune settimane di somministrazione di consistenti dosi del farmaco.

In soggetti a cui il farmaco non è familiare, la prima somministrazione e soprattutto a dosi relativamente alte, il Lorazepam come le altre benzodiazepine può generare anche un potente effetto di amnesia anterograda. Viene utilizzato anche per ridurre l’ansia, e indurre amnesia a pazienti che devono subire esami o procedure mediche molto invasive, come ad esempio endoscopie o in pratiche odontoiatriche.

Le proprietà anticonvulsionanti e il profilo farmacocinetico, rendono il Lorazepam per via endovenosa un efficace metodo per placare gravi crisi d’ ansia, anche se genera dei prolungati effetti collaterali. L’assunzione per via orale viene utilizzata soprattutto nelle forme più gravi di epilessia anche se si sviluppa una resistenza agli effetti del farmaco.

Qualora vi sia la necessità di sedare rapidamente dei pazienti violenti o molto agitati, il Lorazepam viene somministrato in combinazione con l’ Aloperidolo in quanto, se somministrato da solo, in primo luogo impiegherebbe troppo tempo ad agire, inoltre presenterebbe troppi effetti collaterali. Ovviamente in questi casi la somministrazione più indicata è per via endovenosa.

Il Lorazepam puro è una polvere bianca, praticamente insolubile in acqua e olio. Come farmaco è disponibile sia come compresse che come soluzione iniettabile. Esistono compresse da 0,5 mg, 1 mg, 2 mg e 2,5 mg di Lorazepam, con alcune differenze tra le varie nazioni.

La soluzione iniettabile viene invece somministrata tramite una profonda iniezione intramuscolare o tramite la flebo. Tale soluzione è fornita in fiale da 1 mL contenente dai 2 ai 4 mg di Lorazepam. I solventi utilizzati in questa soluzione sono il glicole polietilenico e il glicole propilenico. Contiene inoltre alcol benzilico come conservante.

Queste iniezioni devono essere svolte lentamente e con del personale idoneo ad intervenire in caso si presentassero effetti collaterali, quali depressione respiratoria, ipotensione, o perdita del controllo delle vie aeree. Di norma vengono prescritte dalle 2 alle 4 dosi di Lorazepam al giorno, in quanto una dose clinicamente rilevante di farmaco è in grado di agire dalle 6 alle 12 ore.

Ognuno dei cinque effetti del Lorazepam può essere considerato collaterale se non è terapeuticamente necessario al paziente. Gli effetti collaterali del Lorazepam dipendono dalla dose di farmaco che si assume, infatti sono strettamente collegati questi due fattori: maggiore sarà la dose di farmaco che si assume e maggiori saranno gli effetti collaterali causati. Pertanto è molto importante cercare di usare la dose minima necessaria alla terapia per evitare il maggior numero di effetti collaterali.

Tra i vari effetti collaterali, quello sedativo è quello maggiormente riscontrato. In un gruppo di circa 3500 pazienti curati per l’ ansia, il (15,9%) ha accusato appunto l’effetto sedativo del farmaco; capogiri nel (6,9%) dei casi; nel (4,2%) debolezza; e nel (3,4%) instabilità. Anche l’età è un fattore molto importante; infatti all’aumentare di essa aumentano anche gli effetti collaterali e la loro durata.

In alcuni casi si possono verificare anche effetti paradosso, comuni nelle benzodiazepine; ad esempio una maggiore ostilità, aggressione, scoppi d’ira, agitazione e sbalzi di umore. Questi stimoli sono dati soprattutto dalla frustrazione del paziente, anche se molto spesso è per cercare di far fronte ad essa che viene somministrato il Lorazepam.

• Tendenza al suicidio: Le benzodiazepine possono indurre, nella sospensione rapida in alte somministrazioni o abusi di sostanza, a pensieri suicidi. Anche se il Lorazepam non presenta effetti tossici, è necessario somministrare questo farmaco con moltissima attenzione, e quindi non può essere assolutamente prescritto in dosi elevate come unico farmaco per curare la depressione.

• Grave insufficienza respiratoria: le benzodiazepine, agendo sul sistema nervoso centrale, potrebbero alterare la frequenza respiratoria; inoltre gli effetti sedativi del farmaco potrebbero inibire la volontà del paziente di "lottare" per respirare.

• Stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti: il Lorazepam può agire sinergicamente con l’ alcol, gli stupefacenti o altre psicoattive. È quindi importante evitare l’assunzione di tale farmaco a pazienti ubriachi o che hanno fatto uso di droghe.

• Sindrome delle apnee nel sonno: come detto in precedenza, il Lorazepam, agendo sul sistema nervoso centrale interferisce con l’attività respiratoria del paziente. L’effetto sedativo del farmaco, sommato alla maggior durata delle apnee che esso induce, può portare alla morte per asfissia.

Sono state fatte ricerche inconcludenti le quali cercavano di dimostrare che, l’assunzione di Lorazepam all’inizio della gravidanza, determinasse al feto una riduzione del QI, disturbi nello sviluppo neurologico, malformazioni fisiche nella struttura cardiaca e del viso, ed altre malformazioni.

Tuttavia esso può causare l’ ipotonia nel neonato o insufficienze respiratorie. Un’assunzione regolare durante il primo trimestre può causare inoltre sindromi d’ astinenza da Lorazepam al neonato; e ciò può causare ipotonia, riluttanza nel succhiare il latte materno, apnea, cianosi ed una ridotta risposta del metabolismo se il neonato è sottoposto al freddo. I primi sintomi di ipotonia e di astinenza possono durare per un lasso di tempo che va da poche ore dopo il parto fino ad alcuni mesi di distanza. Il Lorazepam potrebbe anche inibire la glucuronazione, e di conseguenza causare l’ ittero neonatale. Infine il Lorazepam è presente anche nel latte materno, e pertanto è sconsigliato l’ allattamento al seno.

Lorazepam non deve essere somministrato nel primo trimestre di gravidanza. Durante l’ultimo periodo di gravidanza, o durante il travaglio, a dosi elevate, il farmaco nel neonato può causare ipotermia, ipotonia e moderata depressione respiratoria.

I neonati di madri in terapia prolungata nel tempo con benzodiazepine durante le fasi avanzate della gravidanza, possono sviluppare alla nascita dipendenza fisica e presentare una maggior incidenza di sintomatologia astinenziale nel periodo postnatale. La Food and Drug Administration (FDA) ha inserito il lorazepam in classe D per l’uso dei farmaci in gravidanza. In questa classe rientrano i farmaci per i quali, nonostante l’evidenza positiva di rischi sul feto umano, i benefici terapeutici potrebbero giustificarne l’uso in gravidanza. [1] [2]