Metronidazolo – wikipedia gaz 67 sprzedam

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La somministrazione è possibile attraverso tutte le vie, avendo una buona biodisponibilità. Dopo somministrazione per via orale il farmaco è rapidamente assorbito dal tratto gastrointestinale. La distribuzione è scarsa e dose-dipendente. Il farmaco si lega scarsamente alle proteine sieriche (circa 10%), diffonde bene in quasi tutti i tessuti biologici e supera ottimamente la barriera ematoencefalica: le concentrazioni nella saliva, nel latte materno e nel fluido cerebrospinale sono paragonabili a quelle riscontrabili nel plasma. Metronidazolo supera la barriera placentare.

L’eliminazione è prevalentemente per via renale (70%) mentre con le feci viene eliminata una dose variabile tra il 6% e il 15%. Una quota minore viene eliminata tramite la saliva e il latte. Nelle donne rilevante è la quota eliminata attraverso la secrezione vaginale (circa il 15%).

Il metronidazolo è un profarmaco, cioè diventa attivo all’interno dell’organismo dopo aver subito metabolismo. Nella fattispecie, affinché il farmaco diventi attivo, il nitrogruppo in posizione 5 dell’anello imidazolico deve essere ridotto a gruppo amminico. Una volta attivato, il metronidazolo aggredisce i microrganismi ospiti causando gravi danni al DNA e inibendo la sintesi degli acidi nucleici. Va altresì specificato che il farmaco non è in grado di eliminare microrganismi aerobi, in quanto l’ossigeno presente ossiderebbe l’ammina a nitrogruppo inattivando la molecola.

Metronidazolo è indicato nel trattamento della trichomoniasi sintomatica, sia nei maschi sia nelle femmine, quando la presenza del protozoo è stata confermata da appropriate procedure di laboratorio (strisci umidi e/o colture). È inoltre indicato nel trattamento delle donne asintomatiche quando l’organismo è associato a endocervicite, cervicite o erosione cervicale. [2] [3] [4] Trattamento di un partner asintomatico [ modifica | modifica wikitesto ]

L’infezione da Trichomonas vaginalis è una malattia venerea. Per questo motivo partner sessuali asintomatici di pazienti trattati devono essere trattati a loro volta se vi è evidenza di presenza del protozoo, al fine di prevenire la reinfezione del partner (infezione a "ping pong"). La decisione se trattare o meno un partner maschio asintomatico che ha eseguito un esame colturale con esito negativo (oppure del quale non esiste un esame colturale) è individuale. Nel prendere questa decisione, si deve tener presente che una donna può essere reinfettata se il suo partner non viene trattato: vi sono spesso notevoli difficoltà a isolare l’organismo da un portatore asintomatico maschio e strisci o colture negative possono non avere alcun significato.

Metronidazolo è indicato nel trattamento dell’amebiasi intestinale acuta (cosiddetta dissenteria amebica) e degli ascessi epatici amebici. Nel caso di ascessi epatici amebici la terapia con l’antiprotozoario non elimina la necessità di aspirazione o del drenaggio del pus.

Molti degli effetti avversi correlati al trattamento con metronidazolo coinvolgono il sistema nervoso e sono le convulsioni, [5] [6] l’ encefalopatia, [7] [8] [9] la meningite asettica, [10] [11] la neuropatia ottica [12] [13] e periferica. [14] [15] [16] [17]

Quest’ultima si associa in particolare ad alterazioni della componente sensitiva e si caratterizzata per intorpidimento o parestesia di un arto. Questa neuropatia periferica, per quanto sia un effetto avverso raro ma grave, si ritiene sia correlata alla dose e alla durata della terapia. La maggior parte dei casi si verifica infatti dopo dosi variabili dai 1000 mg ai 2400 mg al giorno per almeno 30 giorni, oppure dopo una dose totale di 50 grammi. Come già accennato tende a verificarsi in particolar modo a carico degli arti inferiori e si presenta con intorpidimento, formicolio e parestesia. I soggetti in trattamento devono essere avvisati della necessità di interruzione del trattamento al manifestarsi di questi effetti. [18] [19] [20]

Fra gli effetti collaterali più frequenti vi sono quelli a carico dell’apparato gastrointestinale. Questi effetti sono relativamente comuni e includono nausea, vomito, anoressia, secchezza delle fauci, un sapore strano e sgradevole, talvolta di tipo metallico, diarrea, dolori addominali, disturbi epigastrici, crampi addominali, stitichezza, proctite, lingua impaniata, glossite e stomatite.

In rari casi sono state segnalate ittero, epatite, pancreatite. Si ricorda che metronidazolo può essere utilizzato per il trattamento della colite pseudomembranosa ma anche che raramente può essere implicato come agente causale. [24] [25] [26] Questi rari casi di colite pseudomembranosa metronidazolo indotta possono essere trattati con successo con vancomicina.

Il trattamento con metronidazolo può anche comportare la comparsa di orticaria, rash eritematoso, la sindrome di Stevens-Johnson, [27] [28] necrolisi epidermica tossica, vampate di calore, artralgie, malessere, febbre, prurito. Sono possibili effetti indesiderati ematologici quali leucopenia e neutropenia reversibile e trombocitopenia reversibile (rara).

Il farmaco è controindicato nei soggetti con ipersensibilità nota al principio attivo o ad altri nitroimidazolo derivati oppure a uno qualsiasi degli eccipienti della formulazione farmaceutica. Nelle pazienti affetti da tricomoniasi metronidazolo è controindicato nel primo trimestre di gravidanza.

• ^ MM. Bottenberg, KA. Hegge; DK. Eastman; R. Kumar, Metronidazole-induced encephalopathy: a case report and review of the literature., in J Clin Pharmacol, vol. 51, nº 1, gennaio 2011, pp. 112-6, DOI: 10.1177/0091270010362905, PMID 20220041.

• ^ LF. Duffy, F. Daum; SE. Fisher; J. Selman; SM. Vishnubhakat; HW. Aiges; JF. Markowitz; M. Silverberg, Peripheral neuropathy in Crohn’s disease patients treated with metronidazole., in Gastroenterology, vol. 88, nº 3, marzo 1985, pp. 681-4, PMID 2981752.

• ^ K. Patel, I. Green-Hopkins; S. Lu; AR. Tunkel, Cerebellar ataxia following prolonged use of metronidazole: case report and literature review., in Int J Infect Dis, vol. 12, nº 6, novembre 2008, pp. e111-4, DOI: 10.1016/j.ijid.2008.03.006, PMID 18511323.

• ^ KT. Chen, SJ. Twu; HJ. Chang; RS. Lin, Outbreak of Stevens-Johnson syndrome/toxic epidermal necrolysis associated with mebendazole and metronidazole use among Filipino laborers in Taiwan., in Am J Public Health, vol. 93, nº 3, marzo 2003, pp. 489-92, PMID 12604501.