Motore fire – wikipedia gas oil ratio chainsaw

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Il progetto, il cui design dell’aspetto esteriore sarà curato da Rodolfo Bonetto [1] è rivoluzionario: abbracciando la logica dell’integrazione, il numero di componenti del propulsore è straordinariamente basso, a beneficio della riduzione di peso e della facilità costruttiva. [2] Stefano Iacoponi fu il responsabile della progettazione.

Questo motore a benzina rispetto ai precedenti era più semplice, affidabile, meno costoso e pensato per essere assemblato da impianti automatici; a parità di prestazioni consumava molto meno in quanto ottimizzato in ogni sua parte. Il consumo ridotto fu ottenuto anche grazie al funzionamento "a combustione magra", cioè con eccesso di aria rispetto al carburante. Da specificare un altro vantaggio dei motori FIRE 8v: anche in caso di rottura della cinghia di distribuzione non si riportava nessun danno né alle valvole né al cilindro, perché l’apertura massima delle valvole era minore della distanza dal PMS (punto morto superiore) alla camera di combustione. I primi modelli erano alimentati da carburatore, l’ iniezione compare in Italia nel 1989, mentre in Svizzera era già presente sulla Y10 Fire 1000 per via delle normative più restrittive.

L’adozione dell’ albero a camme in testa e l’accensione elettronica riduceva drasticamente gli interventi di manutenzione. Lo spinterogeno calettato direttamente sull’albero a camme ha permesso di eliminare i rinvii a vantaggio di leggerezza, semplicità progettuale e realizzativa, i tempi necessari per assemblare un motore FIRE scesero a 2 ore contro le 4 necessarie per il 903 (suo predecessore). La pompa dell’olio direttamente inserita sull’albero a gomiti seguiva la stessa filosofia dello spinterogeno. Fu montato per la prima volta sulla Autobianchi Y10 e subito dopo sulla Fiat Uno 45 intorno al 1985, successivamente venne prodotto il 769 cm³ che fu montato sulla Panda.

Da sottolineare che il passaggio dal 903 al 999 cm³ ha significato un netto miglioramento a livelli di rendimento del propulsore stesso, ovvero, a parità di potenza sono migliorati tutti gli aspetti ad esso collegati: più coppia, più leggerezza, manutenzione ridotta, ma soprattutto minori consumi.

Nel 1985 Il motore FIRE 1000 (999 cm³) nacque come motore di piccola cilindrata ma con un’elevata potenza: un primo progetto infatti riusciva a erogare circa 80 cavalli, ma fu poi limitato per ridurre notevolmente i consumi e l’usura del motore stesso [ senza fonte].

Dal FIRE 1000 derivarono dapprima il 1 108 cm³, poi il 1 242 cm³ in uso (anche attualmente) su svariati modelli Fiat, Lancia e Ford Ka II serie ( 2008). Il più grande motore aspirato derivato dal FIRE è il 1 368 cm³ in uso su modelli Fiat, Alfa Romeo e Lancia, dal 2009 disponibile anche con sistema di aspirazione Multiair.

Il motore 1000 FIRE debuttò nei mercati sudamericani (in particolare, nel mercato brasiliano) all’inizio del 2001 per sostituire gli ormai obsoleti motori FIASA, risalenti ai lontani anni Settanta. Le prime automobili a riceverlo furono la vecchia Fiat Mille, la Palio e la sua versione a tre volumi, la Siena. Il motore è poi stato montato fino ad oggi su altri modelli. Ad oggi, infatti, il motore è usato dalla citycar Fiat Mobi e dalla piccola berlina tre volumi Fiat Grand Siena.

Principale caratteristica di questo motore è l’iniezione multipoint fasata (SMPI), che sostituisce l’iniezione single point (SPI) usata nei motori europei. Per il mercato brasiliano, questo motore è declinato in una versione flex-fuel dalla metà degli anni 2000, che funziona sia ad etanolo che a benzina.

Nel 2001, in concomitanza con il debutto dei motori 1.0 FIRE 8V, debutta anche una versione a 16 valvole dello stesso motore, che verrà montata sull’utilitaria Fiat Palio (anche in versione wagon, nota come Weekend) e sulla sua versione a tre volumi, la Fiat Siena. Il motore avrà, però, vita breve: già a fine 2003, con il secondo restyling delle due vetture, esce di produzione, venendo sostituito dai più grandi 1.3 (in Europa noti come 1.2) FIRE da 8 valvole. Nella tabella vi sono le caratteristiche e le versioni del motore.

Il motore FIRE da 1.1 litri è il primo motore della famiglia FIRE a superare il litro di cilindrata. Ha esordito nel 1988 sotto il cofano della Fiat Tipo in una versione a carburatori, per poi essere montato su tutta la gamma di citycar e utilitarie del gruppo torinese negli anni ’90 e 2000, arrivando ad essere alimentato ad iniezione prima single point, poi multi point. Nel 2010 questo motore, ormai arrivato alle normative Euro 4, esce di produzione. È stato montato quasi esclusivamente su modelli destinati al mercato europeo, fatta eccezione per la Fiat Palio Stile venduta sul mercato indiano che dal 2007 al 2011 aveva, come versione base, proprio un allestimento equipaggiato da questo motore. Principali caratteristiche di questo motore sono:

Le principali applicazioni del motore in questione sono riportate nella tabella sottostante. Il motore 1.1 FIRE è uno dei motori FIRE montati più a lungo sulle automobili europee del gruppo FIAT: infatti, fu utilizzato dal 1988 al 2010 (22 anni), essendo stato usato meno solamente del 1.2 FIRE da 8V che è usato sin dal 1993.