Resilienza (psicologia) – wikipedia gas x strips review

In "Il dolore meraviglioso" Boris Cyrulnik compie uno studio sistematico di una serie molto variegata di casi di bambini sottoposti a traumi violentissimi – dai piccoli rinchiusi negli orfanatrofi lager della Romania comunista, agli ex internati nei campi di concentramento nazisti, dai piccoli mutilati di guerra alle vittime di abusi sessuali – dimostra come le sofferenze in tenera età non segnano per sempre il destino delle persone. Proprio nell’età che la psicologia considera critica per la costruzione della personalità – fino ai sei anni – i bambini hanno una capacità di resistenza ai traumi che l’autore definisce, con un neologismo mutuato dalla fisica, resilienza: questo permette anche ai più maltrattati di trovare autonomamente le risorse psicologiche per reagire e quindi per strutturarsi una personalità sana.

La persona "resiliente" può essere considerata quella che ha avuto uno sviluppo psicoaffettivo e psicocognitivo sufficientemente integrati, sostenuti dall’esperienza, da capacità mentali sufficientemente valide, dalla possibilità di giudicare sempre non solo i benefici, ma anche le interferenze emotivo-affettive che si realizzano nel rapporto con gli altri.

Andrea Canevaro definisce la resilienza come «la capacità non tanto di resistere alle deformazioni, quanto di capire come possano essere ripristinate le proprie condizioni di conoscenza ampia, scoprendo uno spazio al di là di quello delle invasioni, scoprendo una dimensione che renda possibile la propria struttura» [1].

« La resilienza è la capacità di un individuo di generare fattori biologici, psicologici e sociali che gli permettano di resistere, adattarsi e rafforzarsi, a fronte di una situazione di rischio, generando un risultato individuale, sociale e morale. »

« resilienza sociale e di gruppo: quando un gruppo, struttura sociale, istituzione o nazione forma strutture di coesione, appartenenza, identità e sopravvivenza come strutture sociali illimitati o complesse; sviluppa modi di affrontare quegli eventi e quelle situazioni che mettono in pericolo il gruppo e l’identità, formando linee guida che consentono la sopravvivenza, l’espansione e l’influenza del gruppo. »

Applicato ad un’intera comunità ovvero alla società, anziché a un singolo individuo, il concetto di resilienza si sta affermando nell’analisi dei contesti sociali successivi a gravi catastrofi naturali o dovute all’azione dell’uomo quali, ad esempio, attentati terroristici, rivoluzioni o guerre. [2] Vi sono processi economici e sociali che, in conseguenza del trauma costituito da una catastrofe, cessano di svilupparsi restando in una continua instabilità e, alle volte, addirittura collassano, estinguendosi; in altri casi, al contrario, sopravvivono e, anzi, proprio in conseguenza del trauma, trovano la forza e le risorse per una nuova fase di crescita e di affermazione. Pertanto, la resilienza è anche un concetto sociologico oltre che psicologico.

Un esempio del primo tipo è quello della comunità del Polesine che, a seguito della grande alluvione del Po del 1951, non riuscì a risollevarsi e subì una vera propria diaspora, disperdendosi nell’ambito di un grande processo migratorio che si spinse, tra l’altro, fino all’ Australia [3]. La città di Firenze, al contrario, pur avendo subito oltre 60 alluvioni dell’ Arno nell’ultimo millennio, molte delle quali di intensità assolutamente eccezionale, ha conservato una straordinaria continuità nel tessuto economico [4], artistico e architettonico. I fattori identitari, la coesione sociale, la comunità di intenti e di valori costituiscono il fondamento essenziale della "comunità resiliente". [5] Contesto economico [ modifica | modifica wikitesto ]

Dal significato originario di tipo psicologico il concetto si è diffuso anche in quello economico. Pertanto, un’organizzazione ( impresa, azienda e contesti analoghi) è resiliente quando è in grado di affrontare i rischi, cogliendo opportunità anche nelle situazioni negative. In pratica, sa evolversi uscendo positivamente da situazioni di crisi in quanto è capace di gestire il cambiamento.