Rossano pecoraro – wikipedia gas monkey live

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Dopo studi giuridici presso la Facoltà di Scienze Politiche, Pecoraro si laurea in Filosofia presso l´ Università di Salerno con una tesi sul pensiero del filosofo franco-romeno Emil Cioran. Dall´inizio degli anni novanta collabora con il Corriere della Sera, Il Messaggero, Il Giornale di Napoli come cronista di nera e di giudiziaria. In questi anni si avvicina ad alcuni artisti contemporanei che gravitano intorno all´ Accademia di belle arti di Brera organizzando due Mostre a Ravello e dedicandosi al coordinamento editoriale dei rispettivi cataloghi [1] [2]. Tra i partecipanti: Domenico Paladino, Vettor Pisani (artista), Omar Galliani, Jan Knap, Giordano Montorsi, Iler Melioli, Xante Battaglia. Un’esperienza che sarà importante in seguito, quando i tratti metafisici e di rivolta dell´opera d´arte contemporanea verranno riscoperti in chiave nichilista.

Nel 2000 lascia l´Italia e, dopo aver visitato alcuni paesi europei, giunge a Rio de Janeiro a bordo di un mercantile. Dopo il Master, conclude il Dottorato di Ricerca in Filosofia Contemporanea presso la Pontificia Università Cattolica di Rio di Janeiro e il Post-Dottorato (2010-2013) grazie ad una Borsa di Studio della CAPES/PNPD. Dal 2013 è docente effettivo del Dipartimento di Filosofia della Universidade Federal do Estado do Rio di Janeiro (UNIRIO), fondatore e direttore di "Quadranti" – Rivista internazionale di filosofia contemporanea [3] [4] e direttore del Laboratorio di filosofia politica e morale, finanziato dal CNPq (il CNR brasiliano, dedicato a Gerardo Marotta [5], fondatore e presidente dell´ Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli.

Il primo, definito " attivismo filosofico", comprende tutte le attività e le iniziative tese a vivacizzare e svecchiare il dibattito critico e filosofico in Brasile tra la fine degli anni novanta del secolo scorso e gli anni 10 di questo secolo: la realizzazione di varie decine di convegni e festival filosofici in diverse città del Paese; la fondazione di 4 riviste scientifiche (Analógos, Alter, Forum Krisis, Quadranti); la divulgazione di temi e autori poco studiati (Analitici e Continentali, Filosofia della tecnoscienza, Nichilismo, Filosofia del suicidio, Metafisica e Teatro, Derrida [6], Vattimo [7], Nancy, Esposito, Zizek, Agamben); l´impegno istituzionale e editoriale [8] [9]; i contatti personali o epistolari, e le sue ripercussioni nel dibattito carioca [10], con alcuni dei più importanti pensatori della contemporaneità (da Vattimo a Esposito, da Rorty a Bodei; da Givone a Volpi, da Mattei a Ferraris; da Honneth a Larmore), ecc.

Il secondo, si snoda su due assi portanti: la transizione italo-carioca, che gira intorno a temi como nichilismo [11], suicidio e filosofia negativa e il pensiero più maturo degli ultimi anni, che si muove intorno a problemi di filosofia politica e morale.

La prima fase del suo pensiero [12] è dedicata all´elaborazione di una filosofia disperata e negativa, assolutamente slegata da prospettive etico-politiche [13] (che però diventeranno centrali nella seconda fase della sua riflessione). Si tratta di una filosofia fondata sul nichilismo di Nietzsche e su una tradizione di autori maledetti della filosofia e della letteratura moderna, riletti a partire dal prisma pessimista di Emil Cioran [14] [15] e della sua filosofia del voyeur "esteticamente salvifica" [16] di un datato phatos esistenzialista, del “tutto è vano” risultato ultimo della sua analisi filosofica del suicidio [17], della psicanalisi contemporanea e dei lacci concettuali e storici tra nichilismo [18], nulla e negazione.

Il risultato è una teoria anti-fondazionale, che poggia le sue radici in una soggettività pessimista e malincolica, che nega qualsiasi teoria etica, sociale e politica estremizzando così l´accusa nietzschiana-cioraniana [19] contro l´umanità e tutte le sue costruzioni sociali, storiche e morali. In questo orizzonte di assenza di senso [20], decadenza e corruzione metafisica, l´unica, eventuale, maniera di ribellarsi e resistere si concretizza, paradossalmente, nell´appello alla responsabilità e all´azione di un Io "tragico-nichilista".

Negli anni 2006-2007 è possibile intravedere un cambiamento teorico e personale [21]. Insoddisfatto, Pecoraro dà inizio alla ricerca di un orizzonte di senso diverso e più profondo [22] che lo porta, però, alla perdita quasi totale dei suoi precedenti fili conduttori. Interessi, letture, pubblicazioni, ricerche si frammentano e perdono in intensità e chiarezza. È soltanto con il ritorno a Rio di Janeiro, dopo alcuni anni trascorsi nel Nord-Est brasiliano, la regione più povera e meno sviluppata del Paese, il rinnovato dialogo/scontro con “lo stile carioca di vivere” sia universitario-filosofico sia sociale e in virtù degli avvenimenti del giugno 2013 [23] [24](le proteste di piazza contro il Governo), che il pensiero di Pecoraro si arricchisce di nuove forme e di una prospettiva di ricerca [25] più latinoamericana.

Decisive, in questa fase, sono le questioni etico-politiche [26], la critica dell´umanismo sociale contemporaneo e l´impegno filosofico. In primo luogo devono essere segnalati, per l´importanza che rivestono, i due Seminari tenuti presso l´Istituto per gli studi Filosofici di Napoli nel 2014 (dedicato all´"Analitica del Biopotere" [27]) e nel 2015 (su "Nietzsche e la Biopolitica" [28]). Nel primo, Pecoraro riformula il concetto di Biopotere criticando la lettura di Michel Foucault usando come chiave interpretativa il "Bios" di Roberto Esposito; nel secondo discute e mette alla prova la sua lettura radicalmente “sistematica” dell´opera nietzschiana fondata sull´unità di volontà di potenza, avvento dell´oltre-uomo e ultrapassamento del nichilismo. Oltre a questi due temi, il rigetto delle tesi relativiste/postmoderne [29]; lo studio delle relazioni tra massa e potere nell´era digitale; l´affermazione di una visione essenzialista dell´essere umano nell´epoca della tecnica [30]; la riscoperta della psicanalisi, del movimento Modernista brasiliano e lo studio di autori come Leopoldo Zea, Slavoj Žižek, Alain Badiou, Baruch Spinoza, Étienne de La Boétie – spingono Pecoraro all´elaborazione di un percorso teorico che, fondandosi sulla necessità di “pensare il presente” (e non il futuro) e di una “filosofia dell´attualità” e sulla convinzione che le categorie filosofiche post-maggio ’68 sono obsolete e dannose per spiegare e trasformare il nostro tempo [31], si concentra in due diversi ambiti di ricerca in una complessa e non risolta tensione tra aspirazioni teoretiche universalistiche e l´impegno filosofico nella realtà e nella cultura brasiliana e latinoamericana [32].

Il primo – etico-morale – si occupa delle condizioni di possibilità di nuove forme di soggettività nell´epoca dei "diritti di tutte le cose del mondo" e dell´attuale "reazione alla crisi di fondamenti" dichiarata dal pensiero del secolo XX, delineando quindi le basi di una "filosofia del dovere" di stampo postilluminista.

Il secondo – politico-sociale– attraverso la critica del politicamente corretto e della “retorica democratica”, la decostruzione del concetto di democrazia attraverso la ripresa dell´idea di La Boétie di servitù volontaria, la lotta contro il “fascismo sociale di sinistra” (e della sinistra), tende a ripensare il concetto di Democrazia e le pratiche "democratiche" nei sistemi di potere contemporanei e, più specificamente, si dedica all´esame delle possibilità di una trasformazione radicale del pensiero filosofico di sinistra (e della sinistra) e di una concezione del “Politico” in senso non tecnicista e non "sinistroide-reazionario".